Quali sono le novità introdotte dalla legge sulla Sicurezza Integrata?

Riporto di seguito una sintesi precisa e puntuale, a cura di Davide Antonio Ambroselli, della legge sulla Sicurezza Integrata di cui sono stato relatore in Senato. Ne consiglio la lettura, in particolare, a tutti i Sindaci.

Il decreto legge sulla Sicurezza Integrata (n. 14, 20 febbraio 2017), convertito in legge, con modificazioni, (n. 48, 18 aprile 2017), reca disposizioni volte a:

— definire il concetto di sicurezza integrata e di sicurezza urbana, individuando i soggetti coinvolti nell’attuazione dei rispettivi piani;

— prevedere che, nell’ambito degli accordi per la promozione della sicurezza integrata conclusi tra Stato e le Regioni e le Province autonome, e dei patti per la sicurezza urbana, possano essere individuati obiettivi specifici, destinati all’incremento dei servizi di controllo del territorio e alla valorizzazione del territorio anche per il tramite di soggetti pubblici (economici e non) e privati;

— consentire, per gli anni 2017 e 2018, ai Comuni che hanno conseguito gli obiettivi di pareggio di bilancio di procedere ad assumere, a tempo indeterminato, personale di polizia locale per la sicurezza urbana;

aumentare i poteri dei Sindaci per la sicurezza delle città, incrementando il novero delle ipotesi nelle quali è concesso adottare ordinanze contingibili e urgenti;

— ripristinare l’arresto in flagranza differita nei confronti degli imputati di reati commessi in occasione di manifestazioni sportive;

— concedere al questore la possibilità di disporre la sospensione dell’attività per un massimo di 15 giorni nei casi di reiterata inosservanza delle ordinanze del Sindaco in materia di orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche;

— prevedere la possibilità di subordinare l’applicazione della sospensione condizionale della pena all’obbligo di ripristino e ripulitura dei luoghi oggetti di illeciti da parte dei writers;

— inasprire le pene per i parcheggiatori abusivi.

Più specificamente, il provvedimento prevede:

— in base al principio di sussidiarietà di cui all’articolo 118, terzo comma, della Costituzione, la sicurezza integrata è “l‘insieme degli interventi assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province autonome di Trento e Bolzano e dagli enti locali, nonché da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nel proprio ambito di competenze e responsabilità, alla promozione e all’attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità territoriali“. In tal senso, proprio in attuazione della cosiddetta sussidiarietà orizzontale, si prevede l’esistenza di uno spazio giuridico orizzontale nel quale interagiscano soggetti giuridici diversi, con strumenti e legittimazioni distinte, nella consapevolezza che la cooperazione tra i diversi livelli di governo possa garantire maggiori e più adeguati livelli di sicurezza.

Concorrono alla promozione della sicurezza integrata, gli interventi per la riqualificazione urbana e per la sicurezza nelle periferie delle città metropolitane e dei Comuni capoluogo di provincia, finanziati tramite il fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui all’art. 1, comma 140 della legge 233/2016.

— La promozione della sicurezza integrata è assicurata tramite le “linee generali delle politiche pubbliche per la promozione della sicurezza integrata” adottate, su proposta del Ministro dell’Interno, con accordo sancito in sede di Conferenza Unificata, rivolte prioritariamente a coordinare l’esercizio delle competenze dei soggetti istituzionali coinvolti, anche per il tramite della collaborazione tra le forze di polizia e la polizia locale. Rientrano in questi ambiti:

– lo scambio informativo tra polizia locale e forze di polizia presenti sul territorio;

– l’interconnessione, a livello territoriale, delle sale operative della polizia locale con quelle delle forze di polizia

– la regolamentazione per l’uso comune di sistemi di sicurezza tecnologica per il controllo delle aree e delle attività a rischio;

– l’aggiornamento professionale integrato per operatori di polizia locale e forze di polizia.

In attuazione delle citate linee generali, lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono concludere specifici accordi per la sicurezza integrata, anche a sostegno della formazione del personale della polizia locale o dei Comuni maggiormente interessati da fenomeni di criminalità diffusa.

— Viene definita la sicurezza urbana quale bene pubblico afferente alla vivibilità e al decoro delle città. Sono individuate alcune aree di intervento:

– la riqualificazione delle aree o dei siti degradati;

– l’eliminazione dei fattori di marginalità e di esclusione sociale;

– la prevenzione della criminalità, in particolare di tipo predatorio;

– la promozione della cultura del rispetto della legalità;

– l’affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e di convivenza civile.

Tra i principali strumenti per la promozione della sicurezza urbana sono indicati i patti per l’attuazione della sicurezza urbana sottoscritti dal Prefetto e dal Sindaco.

— Per la tutela della sicurezza nelle grandi aree urbane, è istituito il Comitato metropolitano per la sicurezza urbana. È co-presieduto dal Prefetto e dal Sindaco metropolitano, dal Sindaco del Comune capoluogo qualora non coincidente con quello metropolitano, e dai Sindaci dei Comuni interessati. Possono essere invitati alle riunioni i soggetti pubblici o privati dell’ambito territoriale interessato.

— In ragione del principio di sussidiarietà orizzontale possono essere coinvolti soggetti privati nelle azioni di sicurezza urbana. A decorrere dal 2018, i Comuni possono deliberare detrazioni dell’imposta municipale propria (IMU) o dal tributo per i servizi indivisibili (TASI) in favore dei soggetti privati che assumono a proprio carico parte degli oneri di investimento, di manutenzione e di gestione di sistemi tecnologici per la sicurezza (es: videosorveglianza), attivati sulla base dei predetti accordi.

— I Comuni che hanno conseguito gli obiettivi di pareggio di bilancio possono, per gli anni 2017 e 2018, procedere ad assumere personale di polizia locale, a tempo indeterminato, al fine di potenziare le attività di controllo del territorio nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente alla spesa pari all’80 percento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente per gli anni 2016 e 2017 e del 100 percento a decorrere dal 2018. Resta fermo il rispetto degli obblighi di contenimento della spesa di personale di cui alle alla legge n. 296 del 2006 (art. 1, commi 557 e 562). Nei confronti di tale personale trovano applicazione gli istituti dell’equo indennizzo e del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio.

— Si prevede che il Sindaco possa adottare ordinanze extra ordinem per superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alla tranquillità e al riposo dei residenti. Le ordinanze possono riguardare anche gli orari di vendita e somministrazione di bevande alcoliche. Tali ordinanze possono disporre per un arco temporale non superiore a 30 giorni. Nelle ipotesi di reiterata inosservanza delle ordinanze nelle suddette materie, il questore può disporre la sospensione dell’attività sino a 15 giorni. Ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa, la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di anni 18 è equiparata alla vendita. La reiterazione della violazione, in tale ultimo caso, comporta la sanziona amministrativa da 500 a 2.000 euro con la sospensione dell’attività da 15 giorni a 6 mesi.

— Vengono aumentate le misure inibitorie temporanee di competenza del questore finalizzate alla prevenzione dello spaccio di stupefacenti in locali pubblici o aperti al pubblico e in strutture scolastiche e universitarie, potendo disporre, per motivi di sicurezza, nei confronti di soggetti condannati definitivamente o con sentenza confermata in appello nell’ultimo triennio per rati di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, il divieto di accesso nei suddetti luoghi (da 1 e 5 anni).

— Al Sindaco, in qualità di ufficiale di Governo, è attribuita la competenza per l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 300 euro e di un ordine di allontanamento (con limite di efficacia massimo di 48 ore) nei confronti di chi, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione di spazi, impedisca l’accessibilità e la fruizione di infrastrutture pubbliche o di spazi pubblici. Le somme derivanti dall’irrogazione delle sanzioni in oggetto sono destinate ad interventi di recupero del degrado urbano. La misura dell’allontanamento è disposta anche nei confronti di chi:

– venga trovato in stato di ubriachezza;

– compia atti contrari alla pubblica decenza;

– eserciti il commercio abusivo;

– eserciti l’attività di parcheggiatore abusivo o guardiamacchine.

La misura dell’allontanamento è rivolta per iscritto dall’organo accertatore indicandone le motivazioni. Nei casi di reiterazione delle condotte, il questore può disporre, sempre con provvedimento motivato, il divieto di accesso ad una o più aree nel limite massimo di 6 mesi. Tramite lo strumento dei regolamenti di polizia urbana le misure possono essere estese alle aree urbane dove si trovino musei, ovvero zone adibite a verde pubblico, nonché nelle zone interessate da consistenti flussi turistici. A tal fine, vengono meglio definite le modalità attraverso le quali il Prefetto, sentito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, possa mettere a disposizione la forza pubblica per procedere allo sgombero di immobili occupati abusivamente, in esecuzione dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

— È ripristinata, fino al 30 giugno 2020, l’efficacia della disciplina dell’arresto in flagranza differita e dell’applicazione delle misure coercitive nei confronti degli imputati di reati commessi in occasione di manifestazioni sportive nei casi in cui non sia stato possibile procedere immediatamente all’arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica. In tali casi è considerato comunque in stato di flagranza colui il quale, sulla base di documentazione video fotografica, nel limite massimo di 48 ore dal compimento, risulti l’autore del fatto.

— Si prevede la possibilità per le Regioni che abbiano rispettato il pareggio di bilancio, nell’anno successivo, di procedere ad assunzioni di personale, a tempo indeterminato, da impiegarsi per attività connesse al numero unico europeo 112 e alle relative centrali operative regionali. Tale possibilità assunzionale per le Regioni è limitata ad una unità ogni 30.000 residenti.

— Tramite una integrazione dell’articolo 639 del codice penale. è stabilito che per i reati di imbrattamento o deturpamento di cose altrui, qualora l’illecito sia commesso su beni immobili, su mezzi di trasporto pubblici o privati, o su cose di interesse storico o artistico, l’organo giudicante può subordinare l’applicazione della sospensione condizionale della pena all’obbligo di ripristino e ripulitura dei luoghi oggetto ovvero, qualora non possibile, l’obbligo di corresponsione delle spese di ripristino e ripulitura o la prestazione di attività non retribuita utile alla collettività.

— Sono inasprite le sanzioni amministrative per coloro che esercitano l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine in modo abusivo.

 

Il testo completo del provvedimento è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale e sul sito istituzionale del Senato della Repubblica:

> http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/47841.htm

#Newsletter. Un Patto per Parma, il bene comune della città sopra agli interessi politici particolari

Gentilissime e gentilissimi,

riprendo, dopo la pausa delle festività, la puntuale pubblicazione della newsletter.

Buona lettura!

 

Pizzarotti, l’usato insicuro

Come era ampiamente prevedibile Federico Pizzarotti si ricandida a sindaco di Parma. Dice che lo farà alla testa di una lista civica ancora senza nome e senza cercare alleanze, e si dipinge come il nuovo che non vuole lasciare il lavoro a metà. Ma quale nuovo? Pizzarotti in realtà è l’usato insicuro. Ma quale lavoro a metà? Forse allude a tutto ciò che la città non ha visto in questa consigliatura. E’ legittimo che il sindaco uscente si ripresenti, ma i risultati dei cinque anni della sua amministrazione non legittimano affatto il suo ripresentarsi. Mediaticamente è forse riuscito ad apparire come un leader ma per la città non lo è stato di certo. Qualche esempio? Negli asili nido le rette per le famiglie sono state aumentare al massimo senza che vi sia stato alcun ampliamento e qualificazione del servizio. I servizi integrativi per i disabili nelle scuole sono stati ridotti. Da ultimo, c’è stata l’incredibile polemica dell’Assessore ai Servizi sociali nei confronti della Caritas e del volontariato, accusati di non fare abbastanza per i senzatetto nell’emergenza freddo. Invece di ringraziarli per la generosa e costante opera di accoglienza e assistenza svolta a favore dei più diseredati, l’Amministrazione Pizzarotti ha attribuito loro la colpa di una situazione di cui invece porta la responsabilità politica e giuridica solamente il Comune. Non si era mai vista una Amministrazione che scaricasse i mancati risultati delle proprie azioni su un soggetto che collabora senza lesinarsi con il Comune.

Sulla sicurezza la giunta Pizzarotti non ha battuto colpo e il risultato è che alcuni quartieri, come Pablo e San Leonardo, sono diventati invivibili. La raccolta differenziata dei rifiuti, che l’amministrazione porta come fiore all’occhiello, in realtà non funziona e i risultati quantitativi raggiunti sono inversamente proporzionali alla qualità del servizio offerto e all’attenzione verso i cittadini: sacchi sparsi ovunque preda notturna degli animali e marciapiedi impraticabili. Si può dire senza timore di smentita che al 75% di raccolta differenziata corrisponde il 100% di arrabbiatura. Per non parlare, infine, della visione della città, dove il massimo dell’elaborazione pizzarottiana è stata la decrescita felice.
Stupisce, in questo contesto, l’apprezzamento espresso dal sindaco del capoluogo regionale per la ricandidatura di Pizzarotti, che Merola vorrebbe addirittura “arruolare” nel campo progressista, alleato del Pd. Faccio mio, perciò, il richiamo del segretario regionale del partito, Paolo Calvano, “a tirare tutti dalla stessa parte, a Parma e fuori Parma”, giacché “il Pd ha evidenziato la necessità di costruire un progetto di governo alternativo alla giunta attuale, che si è limitata all’ordinario e non ha saputo dare a Parma ciò che la città si meriterebbe”.

Piazza Garibaldi

Primarie del centrosinistra ed elezioni

Intanto è partita la campagna delle primarie per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra. Si voterà ai gazebo il 5 marzo prossimo e tutto il nostro campo deve sentirsi mobilitato per stimolare l’interesse dei cittadini e favorire la massima partecipazione. Il quadro è ancora molto complesso e pieno di incognite. Le primarie possono recuperare l’attenzione della città, ma il loro esito può anche non essere decisivo. Sono infatti chiare le ambiguità di prospettiva politica di alcune candidature. Questa città ha un problema: la tendenza di coloro che sono avvitati nella logica del professionismo politico a costruire catene di Sant’Antonio, comitati di affari o di interessi, che pensano alla conquista del potere per soddisfazione propria o di gruppo, relegando l’interesse generale a mera bandiera buona solo per le campagne elettorali. Parma è consapevole che ci vuole altro. La città sente la necessità di una alleanza larga, fondata sulla chiarezza dell’intesa e del progetto in una dimensione di Area Vasta. Un progetto che deve tendere a rilanciare Parma come capitale dell’agroalimentare, della lirica, dell’arte e della cultura, ma anche come città solidale e sicura, in grado di dare speranza ai più poveri e diseredati, slancio alla società civile e alla nostra economia, dopo una lunga stagione di sofferenza.

Oggi è il tempo di ricostruire e rilanciare. Serve una vera leadership, che può essere realizzata da un nuovo Patto per Parma: una sintesi virtuosa tra chi ha a cuore il bene comune della città più che gli interessi particolari. La sfida è il rilancio nell’equità, con in campo la buona politica. Oggi vedo un solo candidato che vincendo le primarie può incontrare la città che sta ascoltando, e quel candidato è Dario Costi.

A questo proposito, si allega il programma delle iniziative di Costi e una sua nota sulla campagna di ascolto della città. Per discutere sui temi delle primarie e delle prossime elezioni comunali vi invierò presto una nuova newsletter per invitarvi a ritrovarci nel mese di febbraio a Betania.

Dario Costi

L’attività parlamentare per Parma

A Roma continua il mio impegno parlamentare, sempre con un occhio di riguardo alla mia città. Anche qui qualche esempio. Con i deputati Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini avevamo raccolto nelle scorse settimane le proteste dei pendolari per la soppressione di due treni Intercity e ci eravamo attivati con il Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio e l’AD di Trenitalia, Barbara Morgante, per venire incontro alle richieste degli utenti. Ebbene, nei giorni scorsi il Ministro Delrio ha annunciato la firma del nuovo contratto per il servizio ferroviario “universale” Intercity Giorno e Intercity Notte e, in questo contesto, il mantenimento degli intercity 583 delle 8.09 in direzione Napoli e 590 delle 17.34 in direzione Milano, con fermate anche a Fidenza.

Un altro tema su cui sono impegnato da tempo è quello dei disagi creati dalla riorganizzazione del servizio postale. La soppressione di sportelli nelle zone disagiate e la consegna a giorni alterni della corrispondenza e dei giornali è fonte di continui disservizi, ed è perciò inaccettabile. Per questo ho presentato sul tema una nuova interrogazione parlamentare, assieme ai colleghi deputati Maestri e Romanini, chiedendo “quali iniziative il Ministero abbia in essere e in progetto per ovviare a questi disagi e per scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei Comuni più piccoli”.

Nei giorni scorsi, infine, in accordo con l’onorevole Maria Luisa Gnecchi, ho inoltre presentato una interrogazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul cumulo pensionistico gratuito, la nuova norma inserita nella legge di stabilità che permette a chi ha i requisiti per la pensione ma contributi previdenziali spezzettati in diverse gestioni di chiedere la riunificazione non onerosa dei contributi per andare in quiescenza. Nell’interrogazione chiedo, tra l’altro, di chiarire che l’applicazione del cumulo gratuito dei contributi da parte delle diverse gestioni coinvolte non comporta l’uniformazione al regime generale (legge Fornero), ma, al contrario, può avvenire nel rispetto dei regolamenti autonomi dei diversi enti, garantendo il principio dell’erogazione delle pensioni alle condizioni di miglior favore per gli iscritti. Inoltre, ho chiesto se non sia opportuno proporre un provvedimento che consenta a chi ha dovuto necessariamente ricorrere al ricongiungimento oneroso per poter accedere alla pensione, di chiedere la retroattività della facoltà di cumulo o, comunque, misure a compensazione della disparità di trattamento subita.

Appena arriveranno su questi temi le risposte dei Ministeri interessati, sarà mia cura comunicarvelo.

A presto,

Giorgio

Sen. Giorgio Pagliari