La riforma del Lavoro Statale, di cui sono relatore in Senato, ha iniziato il suo iter parlamentare

Dopo il fondamentale Decreto Sicurezza, mi è stato affidato anche il compito di seguire il percorso parlamentare del decreto cosiddetto Statali bis. Il provvedimento, uno dei due decreti legislativi che compongono la riforma del lavoro statale promossa dal Governo Gentiloni, è stato incardinato oggi nella Commissione Affari costituzionali del Senato, dove l’esame è iniziato con un’approfondita relazione di cui riporto di seguito solo una breve sintesi.

I decreti legislativi all’esame del Senato introducono importanti novità sul piano della lotta all’assenteismo, rendono più stretta la maglia dei licenziamenti disciplinari, modificano a disciplina di controllo sulle malattie dei lavoratori, con una armonizzazione tra pubblico e privato e contengono misure volte al superamento del precariato nella Pa. In questo senso le misure riguarderanno 50 mila lavoratori con contratti a tempo determinato che hanno alle spalle almeno tre anni di lavoro negli ultimi otto, e riguarderà tutte le amministrazioni pubbliche con la sola esclusione degli enti locali.

#Newsletter. L’attuale momento politico e l’azione riformatrice del governo

Gentilissime e gentilissimi,

anche in questo mese di giugno sono diversi e rilevanti i fatti politici – locali e nazionali – su cui voglio soffermarmi. Prima di tutto voglio però invitarvi al nostro nuovo appuntamento di comunità a Betania, venerdì prossimo, 24 giugno, alle ore 21, per parlare dell’attuale momento politico e delle riforme, a cominciare da quella costituzionale e dal referendum di ottobre, che è decisivo per consolidare l’azione riformatrice del governo Renzi e per l’Italia.

Buona lettura

 

Il risultato elettorale nelle città

Il risultato è negativo, ma incentrare la sconfitta su Roma non ha senso. Non si poteva che perdere per le responsabilità assunte in precedenza: dalla gestione della crisi Marino, alla scelta dei candidati, fino alla vicenda di mafia capitale. Torino è il risultato più significativo, perché non è bastato un sindaco autorevole e che ha governato bene per impedire un esito negativo. Milano è il risultato più soddisfacente. Complessivamente abbiamo perso 19 ballottaggi su 20 ed è evidente che la coalizione anti PD si aggrega ai 5 Stelle. Ma siamo di fronte a un risultato amministrativo, a un campione limitato, mi sembra problematico trarre considerazioni politiche definitive. Ai Governi in carica è già capitato di perdere tornate di questo tipo. Il dato più clamoroso è l’astensione: De Magistris a Napoli grida al trionfo con il 15% dei consensi. Vi invito a riflettere su questa situazione. Da un lato abbiamo il contesto complessivo legato alla crisi economica, alle misure del Governo che non si sono ancora tradotte in effetti positivi, il tema dell’immigrazione e della sicurezza. Dall’altro, nel Pd, la comunicazione che non riesce a trasmettere i risultati, ma solo le ‘guerre interne’, il politichese, aspetti che danno l’idea di un partito diviso.

La riforma della Pubblica Amministrazione

Sul piano nazionale, le novità che ci riguardano più da vicino sono due: la prima l’hanno potuta constatare i molti milioni di italiani che il 16 giugno scorso non hanno più pagato la tassa sulla prima casa perché il governo ha abolito la Tasi; la seconda riguarda i decreti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione, che come sapete mi ha visto relatore al Senato. L’aspetto che è finito sulle prime pagine dei giornali è quello della “lotta ai furbetti del cartellino” che timbrano senza andare a lavorare. In questi casi, la nuova normativa prevede la sospensione immediata dal servizio con dimezzamento dello stipendio quando il dipendente infedele viene colto in flagranza, e il licenziamento entro 30 giorni quando il reato è stato dimostrato. Ma non c’è solo l’aspetto punitivo. La riforma tende a rimettere al centro del pubblico impiego l’etica, la correttezza e le motivazioni di chi ci lavora, che deve essere di esempio e non di dileggio. E affinché i lavoratori pubblici siano il motore della riforma, il governo ha annunciato il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da diversi anni e fonte di demotivazione e continue tensioni.

Oltre a questo, sono molti gli aspetti innovativi della riforma. Dalla rivoluzione digitale alla trasparenza, dal silenzio-assenso ai tempi certi per le risposte ai cittadini e alle imprese che voglio investire, dalla semplificazione amministrativa alle nuove norme per le attività produttive e i lavori nel campo dell’edilizia. Alla giungla di permessi e rimandi da ufficio a ufficio di prima, a un unico documento in un unico sportello pubblico, o anche per via telematica. Un mio emendamento ha introdotto l’accesso civico, ovvero la maggiore facilitazione per tutti di poter accedere agli atti della pubblica amministrazione. Un altro aspetto, rilevante soprattutto per le amministrazioni locali, è quello sulle Conferenze dei servizi, che dovranno concludersi al massimo entro 5 mesi.
Le slide di sintesi sulla riforma costituzionale:

Le slide di sintesi sulla riforma costituzionale

 

Le iniziative del governo sul sociale

Diverse sono anche le novità prodotte dal governo Renzi e dalla maggioranza che lo sostiene sul piano sociale. E’ stata approvata la legge “Dopo di noi” che con uno stanziamento di 180 milioni di euro in tre anni assicura assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, di cui sono stato uno dei firmatari. E’ una conquista importante di civiltà e stupisce (ma neanche troppo) che abbia ricevuto il voto contrario dei Cinquestelle. E’ stata inoltre approvata la legge di riforma del Terzo Settore, che valorizza il volontariato, favorisce l’attività del mondo no-profit e sviluppa la sussidiarietà e collaborazione tra pubblico e privato. Sempre in campo sociale, significativa è poi l’iniziativa presa dal ministro delle riforme e pari opportunità, Elena Boschi, per rafforzare attraverso la stanziamento di nuovi fondi l’attività di informazione, educazione e prevenzione nelle scuole contro il fenomeno del femminicidio, diventato negli ultimi tempi una vera e propria emergenza nazionale. Per restare in tema, ricordo l’emendamento che ho presentato per contrastare, attraverso l’inasprimento delle pene, i maltrattamenti sui bambini e gli anziani, nelle scuole per l’infanzia e nelle case di riposo. L’esame di questo provvedimento è tuttora in corso in Parlamento.

 

Clicca sull’immagine per conoscere il testo della legge sul “Dopo di noi”

Approvata in via definitiva la legge sul "Dopo di noi"

 

E le nuove scivolate della giunta Pizzarotti

Infine le cose di casa nostra, a Parma. Dopo l’avviso di garanzia al sindaco per le nomine al teatro Regio, per un mese siamo stati costretti a sorbirci l’assai poco appassionante tiritera nei Cinquestelle tra Pizzarotti e Grillo sulla sospensione-riabilitazione-espulsione del primo cittadino dal suo movimento. Il governo della città intanto è sempre più debole, per non dire assente. E ora che la resa dei conti è stata rinviata a dopo le elezioni, il pelide Federico pensa di superare la sua inadeguatezza e quella della sua amministrazione buttandola in caciara. Dichiara in consiglio e scrive su Facebook che io avrei detto “una baraccata di balle” perchè volevo la nomina di “una ben precisa candidata” per il Regio: ne risponderà nelle sedi opportune se non chiederà scusa pubblicamente. E’ tipico dei politicanti alla disperata ricerca del fango l’attribuire agli altri le proprie logiche e comportamenti uguali ai propri. E’ chiarissimo infatti che ha scelto chi gli è stato detto di scegliere! Ha chiuso una selezione pubblica, che gli doveva servire come paravento di decisioni già prese e che comunque poteva consentire di scegliere persone con competenze indiscusse ed internazionali, per scegliere una persona assolutamente rispettabile ma oggettivamente priva di competenze dirigenziali e in campo lirico, al punto da doverle affiancare una consulente. La storia, purtroppo, ha fatto il giro dell’Italia e non in positivo.

Una vicenda, quella del Regio, che conferma la mancanza di visione e progettualità che contraddistingue questa sindacatura, “grazie” alla quale Parma – senza l’azione anche mia e dei colleghi Maestri e Romanini – avrebbe perso, ad esempio, il Tar, non avrebbe uno dei trenta poli museali nazionali, avrebbe perso l’aeroporto e non potrebbe ultimare la Scuola per l’Europa. E i “treni” dell’area vasta e di tutte le altre partite del rilancio di Parma – compresa quella culturale più complessiva – passano senza fermarsi.

La notizia che la Scuola per l’Europa sarà finalmente ultimata non può che essere accolta con soddisfazione, ricordando che sarà così finalmente onorato il patto dell’insediamento dell’ EFSA e che sarà chiusa una pagina di inconcludenza amministrativa, che ha attraversato le due ultime giunte comunali. E’ per me motivo di orgoglio l’aver contribuito a sbloccare la situazione, presentando ed ottenendo l’accoglimento dell’emendamento che ha sbloccato i € 3,9 milioni, che hanno reso possibile la ripresa dei lavori. Una riprova – mi sia consentito in questo momento di frementi e gratuite polemiche “sindacali” – che il mio impegno per Parma e Provincia c’è, a prescindere dalle logiche di schieramento.

Infine le vicende torbide delle false notifiche delle multe da parte di Parma Gestione Entrate – su cui aspettiamo ancora l’esito dell’indagine interna annunciata dalla Giunta – e dell'”attenzionamento” intimidatorio da parte dei vigili urbani di tre oppositori – due esponenti del Movimento Nuovi Consumatori e del direttore del quotidiano online ParmaDaily.it, Andrea Marsiletti – senza che vi fosse nessuna disposizione o indagine da parte della magistratura. Una vicenda, quest’ultima, gravissima, su cui i parlamentari Dambruoso (questore della Camera), Benamati, Maestri, e Romanini, assieme al sottoscritto, hanno presentato un’interrogazione alla Camera e al Senato per conoscere quali misure il Ministro intenda adottare per accertare l’accaduto.

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A presto,

Giorgio