La coerenza perduta del mondo del No

Il variegato mondo del No al referendum è unito dall’incoerenza: quella di respingere ciò che per decenni si è condiviso. Una incoerenza testimoniata dai documenti sulla infinita storia della riforma costituzionale dimenticando come molti Padri Costituenti, già dal 1948, fossero convinti che il bicameralismo paritario dovesse essere rapidamente superato.

La differenziazione della competenza legislativa tra Camera e Senato era già presente nelle conclusioni delle Commissioni Bozzi (1983) e De Mita-Iotti (1992), che proposero un modello caratterizzato dalla competenza legislativa piena della sola Camera dei Deputati e dal solo potere di osservazione correttiva del Senato sulle leggi approvate dalla Camera. Il bicameralismo paritario restava invece, allora come oggi, per le leggi costituzionali, elettorali, sull’organizzazione e il funzionamento delle istituzioni, sulle minoranze linguistiche e sui trattati internazionali.

La commissione Speroni (1994) giunse a proporre “un modello di bicameralismo differenziato”, nel quale le due Camere differivano per composizione e funzioni: Camera eletta a suffragio universale, Senato composto per metà da rappresentanti delle Regioni e per metà da rappresentanti dei Comuni e delle Province “eletti in modo indiretto”, competenza legislativa unica della Camera, paritaria solo in materia costituzionale e per le altre materie già indicate dalle due precedenti Commissioni.

Schema simile con la Commissione D’Alema (1997), che prevedeva l’elezione diretta a suffragio universale anche dei senatori; con la Riforma Berlusconi (2005), bocciata dal referendum nel 2006, che prevedeva un Senato federale con 200 senatori eletti contestualmente all’elezione dei Collegi regionali; e con la Riforma Violante (2012), approvata all’unanimità dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, che prevedeva per il Senato elezioni di secondo grado.

Le riforme D’Alema, Berlusconi e Violante modificavano anche la forma del governo, introducendo, le prime due, forme di semipresidenzialismo (quella di Berlusconi addirittura attribuiva al premier il potere di sciogliere le Camere) e, la terza, un cancellierato forte alla tedesca, grazie all’introduzione della sfiducia costruttiva.

Infine, l’attuale riforma del bicameralismo è stata raccomandata dalla Commissione dei saggi istituita da Giorgio Napolitano nel 2013, di cui erano componenti consenzienti il professor Onida ed il senatore Quagliariello, oggi accaniti oppositori … di se stessi.

Mi chiedo: come fanno tutti questi personaggi e i partiti del fronte del No a gridare alla “deriva autoritaria” o alla “riforma incomprensibile, mal scritta o pasticciata”, di fronte ad un disegno di legge che ricalca i loro? C’è una spiegazione sola: la convenienza politica di parte messa davanti a tutto, anche all’interesse generale. E c’è un solo obiettivo: la vittoria (di Pirro) contro Renzi, sconfiggere l’odiato nemico per fermare il superamento del sistema politico attuale, che blocca il Paese ma è funzionale agli interessi della Casta.

A presto,

Giorgio


Il nostro impegno per il referendum costituzionale del 4 dicembre

In questo post intendo raccogliere tutti gli appuntamenti, incontri e dibattiti pubblici a cui ho partecipato in questi mesi e a cui parteciperò nei prossimi giorni per far conoscere ai cittadini italiani i contenuti della riforma costituzionale approvata dal Parlamento e le ragioni del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre.

Al tempo stesso mi auguro che questo possa essere uno stimolo a tutte quelle persone che, adeguatamente informate e prive di pregiudizi, vorrano fare proprio il mio impegno nel sostenere l’importanza e l’urgenza del Sì al referendum. Aiutaci a cambiare l’Italia. Basta un Sì.

 

Il mio impegno per il referendum costituzionale:

Venerdì 2 dicembre. ore 21, Fidenza. Comitato Basta un Sì Fidenza

Giovedì 1 dicembre, ore 19, Scicli, Sicilia. Iniziativa congiunta alla sen. Venera Padua

Giovedì 1 dicembre, ore 17, Ragusa, Sicilia. Iniziativa congiunta alla sen. Venera Padua

Mercoledì 30 novembre, ore 21, Palanzano. Comitato Basta un Sì di Palanzano

Martedì 29 novembre, ore 21, Arezzo, Toscana. Iniziativa congiunta alla sen. Donella Mattesini

Lunedì 28 novembre, ore 20.45, Medesano. Presentazione della riforma costituzionale

Domenica 27 novembre, ore 16, Beduzzo di Corniglio. Confronto con il vice Presidente dell’ANPI Parma, Vincenzo Papotti

Domenica 27 novembre, ore 10.30, Zibello. Presentazione della riforma costituzionale

Sabato 26 novembre, ore 17, Busseto. Comitato Basta un Sì di Busseto

Venerdì 25 novembre, ore 18, Hotel Maria Luigia, Parma. Comitato Basta un Sì – con il sen. Giorgio Tonini

Lunedì 21 novembre, ore 21, Tizzano Val Parma. Confronto con Gianluca Vinci

Lunedì 21 novembre, ore 15, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Parma. L’economia del Sì. Iniziativa congiunta alla On. Irene Tinagli

Lunedì 14 novembre, ore 21, Barco di Bibbiano – Reggio Emilia. Iniziativa congiunta alla sen. Leana Pignedoli

Lunedì 14 novembre, ore 18.15, Colorno. Confronto con Simone Oggionni

Lunedì 14 novembre, mattina, Parma. Assemblea Istituto “Pietro Giordani”

Sabato 12 novembre, ore 18.30, Hotel Stendhal, Parma. Confronto con prof. Gianfranco Pasquino

Sabato 12 novembre, ore 15.45, Fontevivo. Comitato Basta un Sì di Fontanellato, Fontevivo e Noceto

Sabato 12 novembre, ore 10.30, Confcooperative, Parma. Il referendum visto dalla cooperazione

Venerdì 11 novembre, ore 21, Busseto. Confronto con l’on. Pietro Di Muccio

Martedì 8 novembre, ore 17, Sala Tep, Parma. Comitato Basta un Sì – con il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi

Lunedì 7 novembre, ore 18.30, Tornolo. Presentazione della riforma costituzionale

Sabato 5 novembre, ore 17, Roccabianca. Conosci il contenuto della riforma costituzionale?

Sabato 5 novembre, ore 10, Sala Argonne, Parma. Comitato Parma per il Sì, coordinatrice Mara Morini

Venerdì 4 novembre, ore 18, Hotel Stendhal, Parma. Basta un Sì – con il sen. Luigi Zanda

Giovedì 3 novembre, ore 21, Gualtieri, Reggio Emilia. Confronto con il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo

Sabato 29 novembre, ore 16, Lesignano de’ Bagni. Entriamo nel merito della riforma costituzionale

Sabato 29 ottobre, ore 10, Monastero San Giovanni, Parma. Presentazione del Comitato Accademia per il Sì

Venerdì 28 ottobre, ore 18, Imperia, Liguria. Iniziativa congiunta alla sen. Donatella Albano

Venerdì 28 ottobre, mattina, Sala polifunzionale campus universitario, Parma. Assemblea Consulta Studenti di Parma

Giovedì 27 ottobre, ore 21, Colorno. Comitato Basta un Sì di Colorno

Martedì 25 ottobre, mattina, Parma. Assemblea Liceo scientifico “Giacomo Ulivi”

Lunedì 24 ottobre, ore 20.30, Merano – Bolzano, Trentino Alto-Adige. Comitato Basta un Sì. Confronto con l’on. Florian Kronbichler

Lunedì 24 ottobre, ore 18, Silandro – Bolzano, Trentino Alto-Adige. Comitato Basta un Sì

Venerdì 21 ottobre, ore 18.30, Dipartimento di Economia, Parma. Confronto con prof. Maurizio Viroli

Giovedì 13 ottobre, ore 18, Circolo delle Forze Armate Pio IX, Roma. Confronto con il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida

Lunedì 19 settembre, ore 15.30, Aula dei Filosofi, Università degli Studi di Parma. Incontro pubblico con la sen. Anna Finocchiaro

Mercoledì 7 settembre, ore 18, Vibo Valentia – Calabria. Dialogo sulla riforma con Michele Mirabello, on. Bruno Censore, on. Ernesto Carbone

Lunedì 8 agosto, ore 21, Festa dell’Unità di Salsomaggiore Terme e Fidenza. Presentazione e dibattito sulla riforma costituzionale

Giovedì 28 luglio, ore 21, Acciano, L’Aquila – Abruzzo. Confronto con l’On. Massimo Artini

Domenica 24 luglio, ore 10, Bore. Sede PD – Presentazione della riforma costituzionale

Domenica 17 luglio, ore 19, Festa dell’Unità di Sala Baganza. Presentazione e dibattito sulla riforma costituzionale

Lunedì 11 luglio, ore 21, Neviano degli Arduini. Sede PD – Presentazione della riforma costituzionale

Domenica 3 luglio, ore 20.30, Festa dell’Unità di Tabiano. Presentazione e dibattito sulla riforma costituzionale

Lunedì 13 giugno, ore 17, Arezzo – Toscana. Iniziativa congiunta alla sen. Donella Mattesini

Domenica 12 giugno, ore 10, Soragna. Sede PD – Presentazione della riforma costituzionale

Mercoledì 1 giugno, ore 18.30, Langhirano. Confronto con Mauro Sentimenti

Venerdì 27 maggio, ore 16.30, Sala Tep, Parma. PD/Comitato Basta un Sì – con il Ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi

Sabato 21 maggio, ore 9.30, Cinema Astra, Parma. Assemblea Istituto “Macedonio Melloni”, confronto con la Presidente dell’ANPI Parma, Gabriella Manelli

Sabato 16 aprile, ore 21, Salsomaggiore Terme. Circolo ANPI Salsomaggiore – Presentazione della riforma costituzionale

Lunedì 14 marzo, ore 21, Caffè Garibaldi, Parma. Incontro con Comitato Parma Sì

Sabato 27 febbraio, ore 15.  Sala Argonne, Parma. Le ragioni del Sì, con il prof. Salvatore Vassallo e l’on. Giuditta Pini

Venerdì 19 febbraio, ore 18, Link Hotel, Parma. Confronto con l’on. Francesco Paolo Sisto

Sabato 16 gennaio, ore 10, Fornovo di Taro. Presentazione della riforma costituzionale

 

A presto,

Giorgio

Giorgio Pagliari

 

 


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Tre grandi mistificazioni del “no” al referendum del 4 dicembre

Nel dibattito in corso sul referendum i sostenitori del “no” sostengono tre grandi mistificazioni: 1) che la riforma costituzionale rappresenti un pericolo per la democrazia, 2) che il nuovo Senato sia un pasticcio e 3) che il combinato disposto tra riforma e Italicum porti al presidenzialismo autoritario.

A smontare la prima accusa ci hanno pensato, meglio di tutti, 56 ex presidenti della Corte Costituzionale e autorevoli professori di Diritto costituzionale che con una argomentata lettera hanno negato che esista questo rischio. La riforma, infatti, non modifica la forma di governo, che resta parlamentare, ma cerca di razionalizzare e adattare ai nostri tempi il ruolo del Parlamento distinguendo le funzioni della Camera da quelle del Senato in coerenza con quanto sottolineato dagli stessi padri costituenti. Del resto, se fosse fondato l’allarmismo degli oppositori, l’intera classe politica degli ultimi trent’anni andrebbe accusata di aver attentato alla democrazia, giacché tutte le  commissioni parlamentari finora costituite per la riforma costituzionale hanno affrontato la questione del superamento del bicameralismo perfetto: dalla Bicamerale presieduta da D’Alema, alla legge di Berlusconi, fino dalla proposta Violante del 2012, tutti hanno prospettato lo stesso schema parlamentare contenuto nella Riforma Boschi. Ogni commento sulle posizioni di alcuni “protagonisti” di questa competizione referendaria appare, perciò, superfluo.

Nel merito, il bicameralismo proposto dalla Riforma Boschi disegna un Parlamento funzionale anche alla mutata realtà istituzionale del Paese; basta pensare al ruolo assunto dalle Regioni (che nel 1948 e fino al 1970 erano solo sulla carta) e dai Comuni. Nel nuovo assetto istituzionale la Camera dei Deputati – che rimane l’unica camera politica eletta in rappresentanza dei cittadini su base nazionale – svolge la funzione tipica della democrazia rappresentativa: quella di dare voce al popolo tramite i rappresentanti scelti dagli elettori. Il nuovo Senato – composto da consiglieri regionali e sindaci, privo della sua attuale funzione politica e rappresentativo delle comunità territoriali-  assolve invece alla funzione di dare alle Autonomie locali un luogo di maggiore rappresentanza istituzionale dei territori. In tal modo si realizza la sintesi tra l’articolo 1 della Costituzione (la sovranità appartiene al popolo) e l’articolo 5 (la Repubblica riconosce e garantisce le autonomie) e si crea un punto di equilibrio avanzato del principio di sussidiarietà postulato dall’articolo 118, quarto comma, della Costituzione.

Fino ad ora non ho sentito nessuno criticare, con argomentazioni di merito, questa impostazione, che è però la struttura portante della riforma. Ho apprezzato, invece, l’onestà intellettuale del professor Valerio Onida che, in un recente dibattito a Roma nel quale ho avuto l’onore di essere il suo interlocutore, ha riconosciuto che il modello in sé è valido, pur ritenendolo tecnicamente mal costruito e non sostenibile.

La seconda mistificazione è quella relativa alla riforma “scritta male”. Non una obiezione di merito ma di forma, dunque, che però per i sostenitori del “no” sarebbe sufficiente a “buttare via il bambino con l’acqua sporca”. Ciò premesso, perché sarebbe mal scritta? Per via soprattutto dell’articolo 70 che elenca dettagliatamente le materie di competenza paritaria tra Camera e Senato. Orbene, il tema della suddivisione delle competenze richiede da parte del legislatore il massimo di attenzione, come insegna la lunga sequela di ricorsi per conflitto di attribuzione in materia legislativa tra Stato e Regioni. Quella elencazione, di faticosa lettura, ha quella origine, e trova un precedente assai significativo nella legge fondamentale tedesca, con le norme che riguardano la distinzione tra Bundestag e Bundesrat. La riforma sarebbe, inoltre, mal scritta e tecnicamente errata perché prevede troppe modalità differenziate sul potere di rinvio del Senato per le leggi approvate dalla Camera. Ma tale differenziazione era doverosa, anzi obbligata, giacché è evidente che un conto è rinviare alla Camera una legge ordinaria e un conto è rinviare la legge di bilancio.

La terza e ultima mistificazione riguarda il cosiddetto combinato disposto tra legge costituzionale e legge elettorale che renderebbe potenzialmente “autoritaria” la nuova Carta. Una tesi priva però di un substrato sostanziale sia sul piano giuridico formale sia su quello politico. Sotto l’aspetto giuridico, infatti, occorrerebbe dimostrare che la riforma può funzionare soltanto con l’Italicum, ed è emblematico che nessuno abbia sostenuto questa amenità, mentre sono tanti a fondare la loro opposizione alla riforma costituzionale soltanto con le critiche alla  legge elettorale. Che è come dire: la riforma costituzionale potrebbe anche andare bene, ma non va bene la legge elettorale, per cui per fermare la legge elettorale bisogna fermare la riforma costituzionale.

La legge elettorale verrà sicuramente migliorata, ma è tutto tranne che un modello totalitario. Va ricordato, a questo proposito, che sistemi maggioritari sono in vigore in molte delle democrazie più consolidate, e proprio per garantire meglio la dialettica democratica: con la  maggioranza che ha il diritto-dovere di governare e l’opposizione che fa l’opposizione. Abbiamo vissuto 25 anni di esasperato consociativismo durante i quali questa dinamica essenziale della democrazia è stata sostanzialmente sospesa, con gli effetti che tutti abbiamo potuto vedere. Restituire la piena responsabilità  della scelta della maggioranza di governo al popolo risponde quindi, pienamente, al principio costituzionale della sovranità popolare, nonché all’esigenza di introdurre la forma più fisiologica nella dialettica tra le forze politiche.

Una democrazia in crisi ha bisogno di recuperare credibilità e ciò non può avvenire che restituendo efficienza, funzionalità e capacità decisionale alle istituzioni. Questo è lo sforzo compiuto dal Governo e dalla maggioranza e questa è l’opportunità su cui saranno chiamati a decidere i cittadini, ai quali il 4 dicembre spetterà di scegliere se restare nel sistema parlamentare bloccato di oggi, con 945 parlamentari, o trovare un modello semplificato e alleggerito di 215 parlamentari.

A presto,

Giorgio

Le cose da sapere sulla riforma costituzionale

Gentilissime e gentilissimi,

proprio in questi giorni il Presidente Mattarella ha definito il dibattito in corso sul referendum costituzionale previsto per il prossimo autunno “surreale come la caccia ai Pokémon”. Concordo con lui; è necessario dirimere la confusione in corso ristabilendo l’attenzione sui contenuti reali per cui saremo chiamati ad esprimere il nostro voto come cittadini. Con questo breve messaggio vorrei aiutarvi ad orientare la vostra riflessione in merito alla riforma costituzionale inviandovi una serie di materiali informativi.

Vorrei inoltre informarvi che a Parma è stato costituito il Comitato ParmaSì per il Sì al referendum sulla riforma costituzionale e che potete aderire al comitato o semplicemente partecipare alle iniziative scrivendo a partecipa@parmasi.it oppure consultando la pagina web www.parmasi.it ed i diversi canali online.

Comitato ParmaSì

Vi segnalo, infine, che venerdì 5 agosto, alle ore 21, sarò alla Festa dell’Unità di Salsomaggiore Terme e Fidenza per discutere proprio della riforma costituzionale. Vi invito, quindi, a partecipare ed eventualmente a prepararvi tutte quelle domande che vi serviranno per fare chiarezza e per esprimere con più consapevolezza il vostro voto in autunno.

Scrivetemi, come sempre, le Vostre opinioni a info@giorgiopagliari.it o anche su Whatsapp o Telegram.

A presto,

Giorgio

 

Referendum costituzionale. Alcune cose da sapere.

Le ragioni del Sì
La riforma in pillole | Domande e risposte
La riforma costituzionale spiegata bene (di Salvatore Vassallo)
Guida alle ragioni della riforma costituzionale (di Carlo Fusaro)
Testo a fronte della Costituzione vigente e della riforma

Video sulla riforma
30 anni di falliti tentativi di riforme

Le bufale contro la riforma costituzionale
Le false ragioni del NO
Lettera aperta ai professori di diritto costituzionale del NO (di Roberto Bin)
Il Concilio degli emeriti (di Elisabetta Gualmini e Salvatore Vassallo)
Gli errori del No (di Stefano Ceccanti)

#Newsletter. I Piccoli-Grandi gesti che accendono la speranza di un futuro migliore.

Gentilissime e gentilissimi,

sono diversi e rilevanti i fatti politici di questo mese da commentare, ma voglio cominciare da due piccoli-grandi episodi di vita quotidiana che riconciliano con il civismo e la speranza di un futuro migliore, entrambi avvenuti sugli autobus. Il primo è il gesto dell’autista Tep, Emanuele Sanfilippo, che ha ritrovato un portafoglio con 300 euro dimenticato sul bus della linea 6 e lo ha restituito. “Sapere che è tornato alla proprietaria è stata la gioia più grande”, ha poi dichiarato. Il secondo episodio ha visto protagonista Luca, il bimbo di 10 anni che dopo aver smascherato un borseggio e aver visto la disperazione dell’anziano che lo aveva subito, ha donato alla vittima la sua paghetta di 20 euro. Ecco, queste sono le cose che rincuorano; questa è la città che tutti vorremmo, dove ci piace vivere.

 

Buona lettura

Voglio aprire questa newsletter invitandovi tutti all’incontro pubblico con il Ministro per i rapporti con il Parlamento e le Riforme costituzionali, Maria Elena Boschi, organizzato dal Partito Democratico di Parma per venerdì 27 maggio alle ore 16.30 nella Sala Righi della Tep, in via Baganza, 9. Sarà una importante occasione per discutere della Riforma costituzionale in vista del Referendum confermativo di ottobre e per lanciare l’iniziativa dei Comitati per il Sì che si stanno costituendo in tutta Italia, Parma compresa. Su questo tema ci sono molte contraddizioni da parte di chi dice no. Ho avuto modo di intervenire con una riflessione pubblicata da l’Unitá (che trovate qui) inoltre ho firmato con altri 70 Senatori iscritti all’ANPI questa lettera indirizzata al Presidente Smuraglia.

 Parma e il pasticciaccio a 5 stelle

E veniamo alla politica, con l’avviso di garanzia al sindaco, Federico Pizzarotti, e all’assessore alla cultura, Laura Ferraris, nell’ambito dell’indagine avviata dalla magistratura sulle nomine dei vertici del Teatro Regio. La vicenda è nota. Per scegliere il nuovo direttore generale del Regio la giunta aveva aperto con un avviso pubblico una “ricognizione esplorativa”. Le domande (una trentina) erano state vagliate da un’apposita commissione che aveva selezionato sette candidati, tutti con curriculum eccellenti, ma evidentemente non graditi al sindaco e all’assessore. La giunta aveva poi ignorato l’esito dell’esplorazione e proceduto subito dopo alla nomina diretta della nuova direttrice (Anna Maria Meo) e di una sua consulente (Barbara Minghetti). Una procedura anomala con l’aggravante di chiare interferenze politiche sul lavoro della commissione esaminatrice, che a suo tempo sollevò un coro di critiche bipartisan e convinse il sottoscritto a denunciare pubblicamente la cosa e a presentare un esposto alla magistratura.

Sul “caso” si è poi aperta, tra Pizzarotti e il vertici del M5S, una guerra intestina dal sapore tragicomico, tutta giocata sui social e non nelle istituzioni e nel confronto con la città, che la dice lunga sulla confusione e l’inaffidabilità democratica e di governo di quel Movimento. Con un post pubblicato sul sito di Beppe Grillo, il sindaco è stato sospeso dal movimento perché ha tenuto nascosto l’avviso di garanzia e su di lui incombe ora la minaccia dell’espulsione; Pizzarotti ha risposto minacciando il ricorso in Tribunale. E mentre i grillini dell’una e dell’altra fazione se le danno di santa ragione, emergono le contraddizioni di un movimento che è giustizialista con gli altri e garantista con se stesso, che dà lezioni di moralismo a tutti ma poi si infarina con la storia delle multe per divieto di sosta cancellate per “via breve” (tramite ricorso del comandante dei vigili, senza passare per le normali vie procedurali). Per di più, mentre il governo di Parma va sempre più alla deriva e la città, per colpa di questi campioni d’onestà e trasparenza, perde un’opportunità dietro l’altra, fanno capolino vicende inquietanti come quella dell'”attenzionamento”, cioè delle indagini della Pollizia municipale non autorizzate o disposte dall’autorità giudiziaria nei confronti di “oppositori” sgraditi alla giunta, come il presidente del Movimento Nuovi Consumatori e il direttore di ParmaDaily.

 Risultati importanti

Voglio informarvi di due iniziative che ho preso in Senato in favore delle cooperative sociali e delle imprese. Nel primo caso, le leggi di stabilità 2013 e 2016 hanno introdotto un aumento significativo dell’aliquota agevolata IVA per le prestazioni sociali erogate dalle cooperative generiche e dalle cooperative sociali. Sull’applicabilità o meno di tali aumenti sui contratti in essere c’era però molta incertezza, con il rischio che molte cooperative vedessero stravolti e non più sostenibili i propri piani finanziari. Ho presentato un’interrogazione in Commissione Finanza e la risposta del Ministero, arrivata nei giorni scorsi, è positiva sia per le coop sociali sia per gli utenti. Gli aumenti fiscali incideranno solo sulle nuove operazioni economiche e non su quelle già in essere, e comunque non riguarderanno i contratti governati da convenzioni stipulate in precedenza.

Nel secondo caso, con la vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, ho firmato una proposta di legge per aiutare le imprese, in particolare quelle piccole e medie, che rischiano di fallire in conseguenza dei mancati pagamenti da parte delle aziende per cui lavorano. Abbiamo accolto la sollecitazione di Confartigianato e presentato un emendamento al decreto banche che dovrebbe permettere di estendere l’applicazione del Fondo antiusura agli imprenditori e lavoratori autonomi vittime incolpevoli di mancati pagamenti di crediti commerciali per reati di truffa aggravata, insolvenza fraudolenta, estorsione, false comunicazioni sociali a danno dei creditori. Se l’emendamento verrà approvato, la norma potrà essere immediatamente applicata, senza attendere provvedimenti attuativi, con effetti positivi sulle aziende oneste messe in crisi dai comportamenti dolosi dei propri debitori.

 P.S.


La notizia della ripartenza dei lavori della Scuola per l’Europa mi riempie di soddisfazione.

Studenti e Famiglie usciranno dall’incertezza; Parma avrà finalmente la sede definitiva della Scuola, adempiendo agli accordi per l’insediamento dell’EFSA ed eliminando un alibi a chi vorrebbe che fosse rivista l’assegnazione dell’Authority all’Italia e a Parma.

Come presentatore dell’emendamento che ha consentito l’utilizzo di € 3,9 milioni e la conseguente ripartenza del cantiere, confesso che mi riempie di gratificazione vedere concretizzato positivamente il paziente lavoro parlamentare.

 

Scrivetemi le Vostre opinioni a info@giorgiopagliari.it o anche su Whatsapp o Telegram.

 

A presto

 

Giorgio