#Newsletter. Domenica si vota, vi invito a votare Dario Costi

Carissime e carissimi,

Domenica si vota.
L’invito è a votare Dario Costi.

La migliore sintesi delle ragioni di questa scelta mi pare quella operata da Franco Tegoni, le cui riflessioni espongo di seguito.

Si tratta di opinioni politiche, che, ricordando l’art. 21 della Costituzione sulla libertà di pensiero, mi auguro siano, come tali, rispettate, anche quando non si condivida il contenuto.

A presto,

Giorgio


Le ragioni e le parole di Franco Tegoni

Ho seguito fin dall’inizio la campagna d’ascolto di Dario Costi che si è sostanziata nel confronto diretto con centinaia di persone in decine di incontri e riunioni – nei quartieri e con le associazioni e le varie presenze sociali organizzate – per avere un quadro reale della situazione e delle esigenze di Parma da cui trarre, con la partecipazione entusiasta di diverse persone, le linee guida di un approfondito programma elettorale per le prossime elezioni comunali.

Lunedì scorso, nell’auditorium dell’hotel Parma e Congressi, si è conclusa la prima fase dell’impegno di Dario Costi davanti a centinaia (sicuramente più di ottocento persone all’interno ed all’esterno della sala) di sostenitori entusiasti per aver partecipato direttamente alla formazione di queste linee guida, presentate in maniera efficace con l’intervento di alcuni dei partecipanti al lavoro di costruzione condivisa e con le conclusioni tratte dallo stesso Dario Costi.

Personalmente ho tratto su Dario questi convincimenti che vi trasmetto:

– una candidatura sostenuta da una forte passione civile, quindi non un prodotto di apparati né di accordicchi personali non molto trasparenti;

– una persona competente di significativa utilità per la nostra città, sia per ragioni professionali (docente di progettazione urbanistica e architettura), sia per la capacità di avere una visione organica di come far progredire una comunità sociale su un territorio;

– una persona che ha dimostrato significativamente in questa fase di ascolto, una forte attitudine a sollecitare energie per lavorare in squadra il che è fondamentale per governare una città evoluta e complessa in una fase difficile e dopo un decennio di amministrazione a danno della città ed, ultimamente, con un elevato tasso di indifferenza per i problemi reali (gestione Pizzarotti promossa dal comico Beppe Grillo da cui poi ha divorziato);

– una persona, infine, che dichiara apertamente di aderire da alcuni anni al PD.

Sono convinto che con Dario Costi la città di Parma ha la preziosa occasione di darsi un Sindaco con le caratteristiche idonee per risollevarne le sorti, aperto senza pregiudizi alla collaborazione più ampia, del tutto slegato da interessi particolari, personali o di gruppo, che possano condizionarlo negativamente nella sua azione.

Alle primarie del centrosinistra votate Dario Costi
per poter eleggere a Sindaco di Parma Dario Costi.

Cordiali saluti da Franco Tegoni

Dario Costi per Parma

#Newsletter. Le primarie di domenica prossima a Parma e la scissione nel Partito Democratico nazionale

Gentilissime e gentilissimi,

anche in queste settimane sono diversi e rilevanti i fatti politici – locali e nazionali – su cui voglio soffermarmi. In particolare vi scrivo per condividere alcune riflessioni sulle elezioni primarie di domenica prossima a Parma e sulla scissione nel Partito Democratico nazionale.

Buona lettura!


Primarie del 5 marzo: al voto per Dario Costi

Domenica 5 marzo si vota a Parma per scegliere il candidato Sindaco del centrosinistra. I seggi rimarranno aperti dalle 8 alle 20. Possono votare tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Parma muniti di un documento di identità e della tessera elettorale.
Possono votare anche le seguenti persone, purché si siano registrate entro il 17 febbraio nella sede del PD di via Treves:
– i cittadini stranieri regolarmente residenti a Parma e muniti di documento di identificazione;
– i sedicenni e diciassettenni residenti a Parma;
– gli studenti e i lavoratori fuori sede che dimostreranno di essere domiciliati a Parma, presentando oltre al documento di identità anche un documento che possa dimostrare l’effettiva residenza o domicilio.
Per votare non è necessaria l’iscrizione al PD o ad altri partiti. È richiesto un contributo di 2 euro per la copertura delle spese organizzative.

Si tratta di un appuntamento fondamentale in vista delle elezioni comunali della prossima primavera, ed è molto importante che ci sia molta partecipazione, considerati anche i travagli che sta attraversando il nostro partito. Vi invito pertanto, caldamente, ad andare a votare. E a dare la preferenza a Dario Costi. Vi invito, inoltre, a consultare la pagina web di Dario, in cui trovate, molto chiaramente, tutte le informazioni necessarie su come e dove votare nella giornata di domenica. > http://www.dariocosti.it/come-si-vota/

Dario rappresenta la novità e ha tutte le caratteristiche personali per poter essere un Sindaco degno di tale nome: una sua professione e, quindi, non ha bisogno dell’incarico politico né economicamente, né per fare il cosiddetto salto di “status”; ha un carattere determinato e volitivo e, come dimostra la indefessa campagna elettorale, un grande senso di responsabilità e di consapevolezza di ciò che richiede la sindacatura per essere svolta in modo degno ed efficiente.

Alla candidatura di Costi – e solo ad essa – è legata la possibilità di chiudere questi ultimi dieci anni di non governo della Città.

Dario Costi, infatti, è l’unico che può realizzare la discontinuità vera e reale da questo triste periodo, perché non ha, a differenza di altri candidati, tra i suoi sostenitori assessori e manager dell’era Vignali.

Da un lato, infatti, la Giunta Vignali ha penalizzato Parma con gli scandali (STT, SPIP, Alpha, Tep) e con l’enorme debito di Comune e Società partecipate, rappresentando il punto di governo più basso dopo lo scandalo edilizio degli anni ‘70. Dall’altro, l’attuale Sindaco, al netto dei comportamenti penalmente rilevanti, ha gestito in continuità con tale esperienza, senza trovare la forza e il coraggio per regalare a Parma il “cambio di libro”, cioè l’apertura di una nuova fase.

P.S. I cosiddetti confini invalicabili: una polemica boomerang
Consentitemi una “nota a margine”.

Nei giorni scorsi il Segretario cittadino del PD ha alimentato una polemica sui “confini invalicabili” delle alleanze riferendosi alla dichiarazione di appoggio a Dario Costi di un esponente dell’ex Civiltà Parmigiana.

Ho condiviso, tra il 2007 e il 2011, l’esperienza consiliare e l’opposizione alla giunta Vignali, ovvero al punto più basso, di non ritorno, della mala-amministrazione a Parma. Sono gli anni del WCC, dello scandalo STT, di Alpha, di Tep, del piano dei parcheggi interrati, dei progetti faraonici come il palazzetto dello sport voluto proprio dall’Assessore allo Sport, e il cronicario noto come WCC, dei 130.000 euro per le rose mai piantate sul Lungoparma e dei 70.000 euro destinati al canile Lilly e per quello mai spesi, del megagalattico debito di 289 milioni per il Comune e di 600 milioni per le società partecipate. Sono gli anni della Parma da bere. Una stagione chiusa a furor di popolo, che dovrebbe costituire un muro invalicabile per il PD e per tutti coloro che hanno a cuore la buona e responsabile amministrazione, la legalità e la lotta alla corruzione. Mentre la candidatura di Paolo Scarpa, che nel 2012 si candidò assessore all’Urbanistica con Roberto Ghiretti, già assessore allo Sport nella Giunta Vignali, allora candidato Sindaco nell’area di centrodestra in opposizione al centrosinistra, ha il sapore della continuità con quella stagione, avendo nello stesso Ghiretti il suo primo sostenitore; quella continuità, di cui, come ho anticipato, non c’è bisogno.

Dario Costi per Parma

 

Riflessioni sulla scissione

Intanto stiamo assistendo alla brutta pagina della scissione nel PD.

Gli scissionisti accusano Matteo Renzi di non aver fatto politiche di sinistra, ma dimenticano, ad esempio, la legge sulle unioni civili e la politica perseguita dal governo sull’immigrazione, con i salvataggi in mare, l’accoglienza e l’integrazione. Iniziative che fanno parte del Dna della sinistra, anche a costo di essere impopolari in questo periodo di populismo dilagante.

Certo, Renzi ha le sue responsabilità, ma, al di là delle ragioni e dei torti di ciascuno, la scissione è una scelta politica sciagurata, una sconfitta per tutti noi che abbiamo creduto nel progetto del PD. Del resto, non si può nemmeno dimenticare una ragione di fondo della democrazia, anche nei partiti: il rispetto che deve esserci del ruolo diverso tra maggioranza e minoranza.

Renzi ha vinto un congresso acquisendo il diritto di guidare il PD. Le sue modalità di conduzione possono essere messe in discussione, ma si dovrebbe rimanere all’interno dei percorsi previsti dal nostro statuto e dal regolamento. Rompere sulla data del congresso e perché Renzi intende ricandidarsi alle primarie, mi sembra francamente poco comprensibile, soprattutto di fronte ai cittadini e ai nostri elettori.

Tutte le persone che incontro, mi chiedono i motivi di queste liti e divisioni interne a fronte di un Paese che vive una situazione così difficile e pesante, e vorrebbero piuttosto unità. Hanno ragione loro. Ed è molto doloroso vedere questa contrapposizione pregiudiziale che contraddice le ragioni stesse per le quali il PD è nato, vale a dire l’unione delle anime progressiste del Paese che hanno alle spalle una matrice diversa, ma un comune sentire sui temi del sociale e del futuro del Paese.

Come si potrà poi andare al voto divisi dicendo di voler garantire la governabilità? La scissione finirà per indebolire il PD e l’intero centrosinistra e sarà un assist formidabile ai nostri avversari politici. Ci ricordiamo il 1998 (la caduta del Governo Prodi ad opera di D’Alema) e le sue conseguenze? Errare è umano, perseverare diabolico.

A presto,

Giorgio

Sen. Giorgio Pagliari

#Newsletter. Un Patto per Parma, il bene comune della città sopra agli interessi politici particolari

Gentilissime e gentilissimi,

riprendo, dopo la pausa delle festività, la puntuale pubblicazione della newsletter.

Buona lettura!

 

Pizzarotti, l’usato insicuro

Come era ampiamente prevedibile Federico Pizzarotti si ricandida a sindaco di Parma. Dice che lo farà alla testa di una lista civica ancora senza nome e senza cercare alleanze, e si dipinge come il nuovo che non vuole lasciare il lavoro a metà. Ma quale nuovo? Pizzarotti in realtà è l’usato insicuro. Ma quale lavoro a metà? Forse allude a tutto ciò che la città non ha visto in questa consigliatura. E’ legittimo che il sindaco uscente si ripresenti, ma i risultati dei cinque anni della sua amministrazione non legittimano affatto il suo ripresentarsi. Mediaticamente è forse riuscito ad apparire come un leader ma per la città non lo è stato di certo. Qualche esempio? Negli asili nido le rette per le famiglie sono state aumentare al massimo senza che vi sia stato alcun ampliamento e qualificazione del servizio. I servizi integrativi per i disabili nelle scuole sono stati ridotti. Da ultimo, c’è stata l’incredibile polemica dell’Assessore ai Servizi sociali nei confronti della Caritas e del volontariato, accusati di non fare abbastanza per i senzatetto nell’emergenza freddo. Invece di ringraziarli per la generosa e costante opera di accoglienza e assistenza svolta a favore dei più diseredati, l’Amministrazione Pizzarotti ha attribuito loro la colpa di una situazione di cui invece porta la responsabilità politica e giuridica solamente il Comune. Non si era mai vista una Amministrazione che scaricasse i mancati risultati delle proprie azioni su un soggetto che collabora senza lesinarsi con il Comune.

Sulla sicurezza la giunta Pizzarotti non ha battuto colpo e il risultato è che alcuni quartieri, come Pablo e San Leonardo, sono diventati invivibili. La raccolta differenziata dei rifiuti, che l’amministrazione porta come fiore all’occhiello, in realtà non funziona e i risultati quantitativi raggiunti sono inversamente proporzionali alla qualità del servizio offerto e all’attenzione verso i cittadini: sacchi sparsi ovunque preda notturna degli animali e marciapiedi impraticabili. Si può dire senza timore di smentita che al 75% di raccolta differenziata corrisponde il 100% di arrabbiatura. Per non parlare, infine, della visione della città, dove il massimo dell’elaborazione pizzarottiana è stata la decrescita felice.
Stupisce, in questo contesto, l’apprezzamento espresso dal sindaco del capoluogo regionale per la ricandidatura di Pizzarotti, che Merola vorrebbe addirittura “arruolare” nel campo progressista, alleato del Pd. Faccio mio, perciò, il richiamo del segretario regionale del partito, Paolo Calvano, “a tirare tutti dalla stessa parte, a Parma e fuori Parma”, giacché “il Pd ha evidenziato la necessità di costruire un progetto di governo alternativo alla giunta attuale, che si è limitata all’ordinario e non ha saputo dare a Parma ciò che la città si meriterebbe”.

Piazza Garibaldi

Primarie del centrosinistra ed elezioni

Intanto è partita la campagna delle primarie per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra. Si voterà ai gazebo il 5 marzo prossimo e tutto il nostro campo deve sentirsi mobilitato per stimolare l’interesse dei cittadini e favorire la massima partecipazione. Il quadro è ancora molto complesso e pieno di incognite. Le primarie possono recuperare l’attenzione della città, ma il loro esito può anche non essere decisivo. Sono infatti chiare le ambiguità di prospettiva politica di alcune candidature. Questa città ha un problema: la tendenza di coloro che sono avvitati nella logica del professionismo politico a costruire catene di Sant’Antonio, comitati di affari o di interessi, che pensano alla conquista del potere per soddisfazione propria o di gruppo, relegando l’interesse generale a mera bandiera buona solo per le campagne elettorali. Parma è consapevole che ci vuole altro. La città sente la necessità di una alleanza larga, fondata sulla chiarezza dell’intesa e del progetto in una dimensione di Area Vasta. Un progetto che deve tendere a rilanciare Parma come capitale dell’agroalimentare, della lirica, dell’arte e della cultura, ma anche come città solidale e sicura, in grado di dare speranza ai più poveri e diseredati, slancio alla società civile e alla nostra economia, dopo una lunga stagione di sofferenza.

Oggi è il tempo di ricostruire e rilanciare. Serve una vera leadership, che può essere realizzata da un nuovo Patto per Parma: una sintesi virtuosa tra chi ha a cuore il bene comune della città più che gli interessi particolari. La sfida è il rilancio nell’equità, con in campo la buona politica. Oggi vedo un solo candidato che vincendo le primarie può incontrare la città che sta ascoltando, e quel candidato è Dario Costi.

A questo proposito, si allega il programma delle iniziative di Costi e una sua nota sulla campagna di ascolto della città. Per discutere sui temi delle primarie e delle prossime elezioni comunali vi invierò presto una nuova newsletter per invitarvi a ritrovarci nel mese di febbraio a Betania.

Dario Costi

L’attività parlamentare per Parma

A Roma continua il mio impegno parlamentare, sempre con un occhio di riguardo alla mia città. Anche qui qualche esempio. Con i deputati Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini avevamo raccolto nelle scorse settimane le proteste dei pendolari per la soppressione di due treni Intercity e ci eravamo attivati con il Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio e l’AD di Trenitalia, Barbara Morgante, per venire incontro alle richieste degli utenti. Ebbene, nei giorni scorsi il Ministro Delrio ha annunciato la firma del nuovo contratto per il servizio ferroviario “universale” Intercity Giorno e Intercity Notte e, in questo contesto, il mantenimento degli intercity 583 delle 8.09 in direzione Napoli e 590 delle 17.34 in direzione Milano, con fermate anche a Fidenza.

Un altro tema su cui sono impegnato da tempo è quello dei disagi creati dalla riorganizzazione del servizio postale. La soppressione di sportelli nelle zone disagiate e la consegna a giorni alterni della corrispondenza e dei giornali è fonte di continui disservizi, ed è perciò inaccettabile. Per questo ho presentato sul tema una nuova interrogazione parlamentare, assieme ai colleghi deputati Maestri e Romanini, chiedendo “quali iniziative il Ministero abbia in essere e in progetto per ovviare a questi disagi e per scongiurare la possibile chiusura degli uffici postali nei Comuni più piccoli”.

Nei giorni scorsi, infine, in accordo con l’onorevole Maria Luisa Gnecchi, ho inoltre presentato una interrogazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul cumulo pensionistico gratuito, la nuova norma inserita nella legge di stabilità che permette a chi ha i requisiti per la pensione ma contributi previdenziali spezzettati in diverse gestioni di chiedere la riunificazione non onerosa dei contributi per andare in quiescenza. Nell’interrogazione chiedo, tra l’altro, di chiarire che l’applicazione del cumulo gratuito dei contributi da parte delle diverse gestioni coinvolte non comporta l’uniformazione al regime generale (legge Fornero), ma, al contrario, può avvenire nel rispetto dei regolamenti autonomi dei diversi enti, garantendo il principio dell’erogazione delle pensioni alle condizioni di miglior favore per gli iscritti. Inoltre, ho chiesto se non sia opportuno proporre un provvedimento che consenta a chi ha dovuto necessariamente ricorrere al ricongiungimento oneroso per poter accedere alla pensione, di chiedere la retroattività della facoltà di cumulo o, comunque, misure a compensazione della disparità di trattamento subita.

Appena arriveranno su questi temi le risposte dei Ministeri interessati, sarà mia cura comunicarvelo.

A presto,

Giorgio

Sen. Giorgio Pagliari