#Newsletter. Gli avvenimenti e gli impegni degli ultimi mesi. E un augurio di buona estate a tutti

Carissime a carissimi,

Non posso non cominciare questa ultima newsletter prima delle vacanze estive senza ricordare la sconfitta del candidato del centrosinistra alle elezioni comunali di Parma e quel che è successo dopo. Il Pd, come sapete, è stato commissariato. Ai commissari, Paolo Calvano e Stefano Mazzetti, l’augurio di buon lavoro. Auspico che sotto la loro gestione si avvii una riflessione vera nel partito, partendo da due temi imprescindibili: la ripresa della capacità politica del Pd di rimettere i problemi delle persone e della città al centro della propria azione; la messa in campo di una opposizione non preconcetta in Consiglio comunale in grado di raccogliere le istanze del territorio provinciale e di anteporre l’interesse della città agli interessi particolari o di parte. Il commissariamento attesta il momento di massima crisi di una formazione politica, ma l’intelligenza e il buon senso hanno sempre aiutato a fare dei momenti di crisi occasioni di crescita. Sono convinto che questa volta sarà così anche per il Pd, perché vedo consolidarsi nel partito la consapevolezza della necessità di chiudere una stagione dominata da contrapposizioni interne fini a se stesse e di aprire quella della responsabilità, della condivisione di una missione comune e dell’orgoglio di essere Democratici, senza complessi e abdicazioni rispetto al ruolo del partito.

Commissariamento PD Parma

Sul piano nazionale – nonostante le difficoltà, le divisioni interne e il preoccupante deterioramento del clima politico generale – se si guarda al merito dei problemi tutti gli elettori del centrosinistra dovrebbero apprezzare i risultati dell’azione riformatrice del Pd e il suo ruolo centrale e decisivo nel contesto dell’azione legislativa e di governo. Con i governi Renzi e Gentiloni sono state fatte in questi ultimi anni conquiste significative. Penso, tanto per citarne alcune, alla legge sulle unioni civili per le coppie dello stesso sesso, al divorzio breve, alle nuove norme contro il voto di scambio politico-mafioso e a quelle per contrastare la corruzione nella pubblica amministrazione, alla legge che amplia la responsabilità civile dei magistrati, all’introduzione dell’omicidio stradale e all’inasprimento delle pene per la violenza sulle donne, il razzismo, l’antisemitismo e il cyberbullismo e, per ultima, alla legge sull’obbligo dei vaccini in particolare per i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia. Una legge, quest’ultima, di sacrosanto buonsenso, che però ha visto una campagna di violenta opposizione in particolare da parte del Movimento Cinquestelle e di gruppi organizzati “No-Vax”. Una campagna sfociata, addirittura, nell’aggressione e negli insulti contro tre deputati del Partito Democratico nei pressi di Montecitorio, a testimonianza del clima avvelenato che si respira in questi mesi, alimentato dalla demagogia dei populisti e di chi cavalca le spinte più retrive del Paese.

Al Senato ho avuto l’onore di essere relatore, assieme a Beppe Lumia, della proposta di legge sul nuovo codice antimafia. Si tratta di una legge molto importante per il nostro Paese, che aiuterà a combattere con maggiore decisione non solo la criminalità organizzata ma la corruzione ai diversi livelli, a cominciare proprio dalla Pubblica Amministrazione, attraverso l’introduzione del reato di associazione a delinquere anche per le malefatte ai vari livelli dello Stato.

L’altro disegno di legge di cui sono relatore è quello sulla riforma organica della disciplina delle crisi e dei fallimenti d’impresa. Questa legge delega, se otterrà il via definitivo del Parlamento, consentirà il varo di un nuovo testo in materia fallimentare che contiene molte importanti novità normative, sia sul piano della disciplina sostanziale (privilegi, garanzie e potere dei creditori), sia su quella delle disposizioni processuali, con significative semplificazioni e razionalizzazioni delle procedure. Di particolare interesse, sul piano sociale, sono le norme “salvafamiglie” e quelle per la tutela degli acquirenti sugli acquisti di immobili “sulla carta”.

Tra le altre iniziative in cui sono impegnato, c’è il disegno di legge che ho proposto per modificare il Regio Decreto del 31 agosto 1933 che vieta l’iscrizione contemporanea a diverse Università, Facoltà e Corsi di studio, per consentire così agli studenti più bravi e volenterosi di iscriversi a due o più corsi di laurea contemporaneamente e di aprirsi maggiori prospettive formative e professionali.

Giorgio Pagliari in Senato

Voglio ricordare anche tre interrogazioni che ho presentato su temi che stanno particolarmente a cuore ai parmigiani. Due sono state rivolte al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: la prima per sollecitare il rifinanziamento del Fondo speciale per l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati e per chiedere una ricognizione normativa che consenta di coordinare la legislazione nazionale con quella regionale in materia, per rispondere positivamente alle istanze di contributo già presentate, giacenti e in divenire (alla Camera dei deputati la stessa interrogazione è stata presentata dai deputati Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini); la seconda per chiedere un intervento sulla concessionaria del servizio TreNord per porre fine alle intollerabili sofferenze e ai disagi subiti dai pendolari (soppressioni di corse, ritardi, aumento del costo dei biglietti) sulla linea ferroviaria Parma-Brescia. La terza interrogazione è stata rivolta al Ministero dell’Economia e delle Finanze per sollecitare l’applicazione dell’aliquota Iva agevolata del 5% a tutte le prestazioni sociali – principali e accessorie – rese da cooperative sociali e dai loro consorzi in specie nell’ambito del “global service”. Oggi le aliquote in questo campo sono variabili, oscillano dal 5 al 22% mettendo in grande difficoltà le cooperative sociali sotto il profilo economico-finanziario. L’interrogazione ha avuto da parte del Governo una risposta rapida e incoraggiante, riconoscendo il problema e gettando le basi per fare un passo avanti nel senso auspicato.

Sempre assieme ai deputati Maestri e Romanini ho poi incontrato i vertici della Società Rete Ferroviaria Italiana per fare il punto sui cantieri aperti a Parma, ricevendo rassicurazioni sull’avanzamento e sulla positiva conclusione dei lavori in corso, in particolare per quanto riguarda la costruzione delle barriere antirumore sulla Strada Traversante Pedrignano e in Via Toscana. Infine, come parlamentari parmigiani siamo impegnati a sostenere la richiesta presentata dalla Regione Emilia-Romagna al Ministero della Salute per ottenere una deroga alla normativa nazionale che consenta il mantenimento del punto nascite a Borgotaro.

Ci risentiamo a settembre.

Buona estate a tutti,
—Giorgio

 

Senatore Giorgio Pagliari

Approvazione del Codice Antimafia in Senato. E’ un passo importante

E’ un passo importante.

Le polemiche dell’ultima ora non scalfiscono il significato dell’approvazione della riforma del Codice antimafia sia sotto il profilo della testimonianza concreta della perdurante e diuturna battaglia contro la criminalità organizzata condotta dal governo e dal Pd, sia sotto l’aspetto delle importanti misure di riforma introdotte tanto sul piano processuale, quanto su quello della gestione delle imprese sequestrate e confiscate, della destinazione dei beni, della tutela dei lavoratori e dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati.

Politicamente è importante l’estensione dell’ambito di applicazione del Codice antimafia alla specifica fattispecie dell’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, corruzione e concussione in testa.

È, infatti, il riconoscimento della necessità di combattere anche quel fenomeno diffusissimo, che definirei di “mafia di fatto”, costituito dai contesti dominati dal malaffare, dal clientelismo e dall’illegalità, quella che, proprio in virtù dell’associazione ai fini di corruzione crea lo Stato nello Stato negli ambiti pubblici più diversi e insospettabili, assoggettando le istituzioni agli interessi di pochi e precludendo le funzioni pubbliche a tutela di tutti e la fruibilità delle istituzioni stesse da parte di coloro che non si piegano.

Con tutto questo, rispetto le opinioni dissenzienti, peraltro essenzialmente incentrate proprio su questa ipotesi.
Credo che su tali prese di posizione e su eventuali altre si debba riflettere, fermo restando che non si tratta di dogmi, ma, con tutto il rispetto, di pareri, quand’anche, in taluni casi, autorevoli.

Oggi, infatti, la riforma è perfettibile proprio grazie all’approvazione, mentre, nel caso opposto perseguito dalle minoranze dell’antimafia a parole, i molti altri, importanti, aspetti della riforma sarebbero andati tutti in fumo.

Codice Antimafia, il più significativo incarico della mia esperienza parlamentare

Considero questo incarico di relatore il più significativo della mia esperienza parlamentare.

Sono intervenuto come relatore di maggioranza in Aula al Senato, dove è stato avviato l’esame del Ddl con il codice antimafia.

Pur nella consapevolezza della modestia del mio ruolo, contribuire a costruire la legislazione contro la mafia e combattere la criminalità organizzata nell’esercizio della funzione parlamentare è un onore e una grande gratificazione.

Non posso proprio per questo omettere di ricordare le vittime della mafia, della ‘ndrangheta e della camorra, da quelle più oscure a quelle più famose, da quelle uccise e vittime di violenza a quelle vittime della criminalità organizzata nella vita quotidiana e apparentemente normale di tutti giorni, da quelle che subiscono la criminalità organizzata nelle terre di tradizione a quelle che subiscono la prepotenza e le angherie nelle terre di attuale infiltrazione, a cominciare dalla mia Regione, l’Emilia Romagna, e dalla mia città, Parma.

Men che meno voglio dimenticare coloro che combattono quotidianamente la criminalità, dall’associazione Libera agli amministratori pubblici, ai tanti cittadini che senza pubblicità sono quotidiani e indifesi combattenti contro questo tumore.

Mi si lasci fare, infine, un’ultima considerazione. Con la novella il codice antimafia si applicherà anche ai responsabili di reati contro la pubblica amministrazione, corruzione in testa. Come non cogliere in questo precetto una denuncia decisa e un richiamo a combattere anche la mafia di fatto, quella determinata dai contesti dominati dal malaffare, dal clientelismo e dall’illegalità, quella che crea lo Stato nello Stato nei contesti più diversi e insospettabili, assoggettando le istituzioni agli interessi di pochi e precludendo le funzioni pubbliche a tutela di tutti e la fruibilità delle istituzioni a coloro che non si piegano. La mafia si combatte anche contrapponendosi a questi fenomeni.

Tutti gli atti riguardanti il disegno di legge sono consultabili sul sito istituzionale del Senato:

http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/46203.htm#