Parigi val bene una messa: in guardia dai pericoli di qualunque liason estremista

Parigi val bene una messa. Detto in altri termini, “il fine giustifica i mezzi”, secondo il noto principio de Il Principe di Machiavelli.

A questo fa pensare il nuovo “amore” di Fratelli d’Italia e della Lega per le formazioni neofasciste, finora rimasto sotto traccia e ora esploso anche nella nostra provincia. Da ultimo infatti, si deve registrare ieri lo show in Consiglio comunale a Fidenza di un consigliere chiamato a presiedere temporaneamente la seduta, seguita poi dall’intervista del capogruppo di Forza Italia stesso, nel medesimo consesso.

Nella migliore delle ipotesi, tutto questo è opportunistico prodotto delle esigenze elettorali, della volontà di raschiare il fondo del barile in vista del voto. Rimane, però, il dubbio grave che ci sia di più. E non è dubbio da poco: un’affinità oggi confessata e già in precedenza testimoniata dalla costante assenza di alcuni alle celebrazioni del 25 aprile.

Ciò che conta, in ogni caso, è che tutto questo va fermamente condannato non solo in quanto viola il divieto di ricostituzione del Partito Fascista. E’, tutto questo, il segno di un clima che molto ricorda il periodo che condusse all’avvento della dittatura fascista, in verità non solo per via di queste sopracitate condotte.

Per questo, in ogni caso, non si può fare finta di niente. Perché della condivisibile fatica del popolo, del suo malcontento, non se ne dovrebbe mai fare strumento pericoloso per il popolo stesso, né tantomeno ragione elettorale per consociarsi con formazioni che tra i propri valori non hanno solo punti di luce e di battaglia sociale, ma anche – forse soprattutto – oscure inaccettabili reminescenze di stagioni che hanno portato a drammi, ingiustizie e dolori ben più drammatici di quelli attuali.

XII Disposizione della Costituzione Italiana

In relazione alla recente mozione sottoscritta da Casa Pound e all’inerente articolo uscito sulla Gazzetta di Parma di oggi (vedi sotto), ringrazio il consigliere comunale Stefano Carosino per la testimonianza che ha reso nell’ultimo consiglio comunale a Busseto.

Sottovalutare per deteriori calcoli elettoralistici la questione fascista, è una enorme responsabilità che deve essere lasciata completamente ed esclusivamente nelle mani degli autori che, almeno in parte, sono componenti di un centro destra cosiddetto “moderato”, il cui leader è sempre stato contrario a festeggiare il 25 aprile.
Su questo tema, prima che si gridi alla solita sinistra, vorrei ricordare le perplessità manifestate non troppo tempo fa dallo stesso On. Umberto Bossi.

Casa Pound sembra assolutamente ricadere nel divieto di ricostituzione del partito fascista (XII disposizione transitoria della Costituzione). Per questo chiederò, con nuova interrogazione al Ministro degli Interni, perché non si sia proceduto a suo tempo.

Per chi non le avesse a mente allego di seguito il testo di detta Disposizione, nonché quello della Legge n. 645/1952 riguardanti le norme della sua attuazione:

«È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.
(XII disposizione transitoria finale, Costituzione della Repubblica Italiana)»

È prevista sanzione per «chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e «chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».
(Legge n. 645 del 20 giugno 1952, cd “Legge Scelba”, in materia di apologia del fascismo)

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